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CORRELAZIONI

Galleria Triphé, Cortona (AN)
8th May - 3rd June 2015

note: this exhibition also included the series of interiors originally exhibited in 2014 in Padua.

Catalogue Text

Le opere di Justin Bradshaw sono minime nelle dimensioni ma grandi nel loro contenuto. Pervase di particolare intensità trasmettono messaggi di spiritualità con convergenze mistiche e carismatiche.

I personaggi oggetto delle sue rappresentazioni sono correlabili a figure di santi quali San Bernardino, Santa Teresa, San Giovanni da Patmos; inseriti in spazi dalla luminosità mistica inducono a riflettere sull’esistere e sul profondo dell’anima di ognuno di noi.

Sono dipinti che ci conducono a superare i limiti dell’esperienza sensibile, annullando la personalità individuale per raggiungere un contatto esclusivo con il mondo del sacro: si coglie così l’azzeramento del profano rendendo l’uomo simile alla divinità.

I riferimenti, le citazioni di Bradshaw, spaziano dal Giacomo Balla del dipinto ‘La Pazza’ fino a Piero della Francesca con la ‘Madonna della Misericordia’ nel caso del dipinto ‘Il Settimo Sigillo’.

La pazza di Balla è donna dall’atteggiamento stravolto e molti dei personaggi di Bradshaw sono inquadrati allo stesso modo, come figure imponenti in controluce scatenanti sgomento e pietà.

La luce è lo strumento principale del nostro artista; i riferimenti sono prettamente Caravaggeschi e l’uso che ne fa esalta, specie nella Santa Teresa, la plasticità del panneggio rendendola impalpabile, leggero, assonante con lo stato di estasi del personaggio. L’alone di luminosità pervade la spazialità dei suoi dipinti creando un’aurea di mistero e spiritualità.
La tecnica utilizzata è quella dell’olio su rame; é tecnica antica, sviluppatasi durante il periodo manierista e scelta in particolare da artisti fiamminghi e tedeschi per piccoli e raffinati dipinti.

L’intento di realizzare il piccolo, il minuto, è ripreso in toto da Bradshaw; non tralasciando la particolarità del dettaglio non scade mai in una sterile descrizione.

L’impianto verista è sempre superato da quella atmosfera mistica che l’artista inglese riesce ad imprimere nei suoi lavori. Ciò avviene anche nei dipinti riferiti agli spazi chiesastici quali Santa Prassede, San Francesco di Arezzo, San Marco a Venezia o il duomo di Verona.

L’attenzione dell’osservatore ricade, appunto, prioritariamente, sulle valenze spaziali, sulle atmosfere quasi impalpabili, sul valore simbolico della luce più che sulla descrizione del particolare architettonico.

Una pittura, quella di Bradshaw, tutta mistica, capace di pervadere qualsiasi oggetto rappresentato, dalla figura umana allo spazio sacro sino alla semplicità del frutto visto come sacro dono della natura.